L’Aeroporto Militare di Alghero festeggia i suoi 80 anni


Sono stati celebrati ieri, mercoledì 28 marzo, presso il Distaccamento Aeroportuale dell’Aeronautica Militare di Alghero, gli 80 anni dell’Aeroporto Militare di Alghero Fertilia. Una celebrazione dal chiaro richiamo storico, quella voluta dal Comandante del Distaccamento, Colonnello Bruno Mariani, e organizzata in collaborazione con il Rotary Club della cittadina sarda e che ha visto il coinvolgimento dell’Associazione Arma Aeronautica e delle scuole del territorio. E proprio la ricorrenza di ieri è stata l’occasione per presentare al pubblico il pregevolissimo volume curato da Gabriele Sardu dal titolo “Alghero 1938 – 2018 – Il cielo racconta, 80 anni in volo“, edito grazie alla collaborazione di numerosi sponsor e con il patrocinio del Distaccamento Aeroportuale di Alghero e del Rotary Club.

La cerimonia dell’alzabandiera ad Alghero.

Una base ricca di storia quella di Alghero, che nelle sue gradevoli architetture di chiaro stampo razionalista racconta molto delle sue origini in piena epoca fascista e di un passato di grande rilievo nella storia aeronautica italiana.
Vista la posizione strategica nel Mar Mediterraneo, che ne faceva un punto di transito obbligato per i traffici aerei da e per la penisola iberica e l’Africa, l’Aeroporto di Fertilia venne inaugurato nel marzo del 1938 ricoprendo da subito un ruolo chiave nelle operazioni della Regia Aeronautica, dapprima segretamente impegnata nella Guerra di Spagna e successivamente nel conflitto mondiale. Un ruolo chiave che l’Aeroporto di Alghero ha proseguito a ricoprire anche nel dopoguerra quando l’Aeronautica Militare, nuovo nome dell’Arma Azzurra dopo l’avvento della Repubblica, decise di basare sull’aeroporto sardo una Scuola di Volo per la formazione dei nuovi piloti e chiusa solo negli anni 70, a seguito di controverse scelte politiche che lasciano ancora oggi l’amaro in bocca.
E proprio grazie alla sua posizione geograficamente – ed operativamente – strategica, questo aeroporto ha rappresentato un piccolo crocevia della storia italiana, ma non solo: proprio ad Alghero infatti si pensa che abbia toccato per l’ultima volta il suolo italiano il re Umberto II quando lasciò l’Italia per l’esilio in Portogallo; e proprio ad Alghero Antoine de Saint-Exupery, l’autore del Piccolo Principe, decollò sul suo P-38 Lighting per effettuare diverse missioni di ricognizione fotografica in Francia (a tal proposito si segnala il volume di Luciano Deriu “Il piccolo principe dall’isola alle stelle” edito da Carlo Delfino).
Ma la storia dell’Aeroporto Militare di Alghero si lega saldamente con quella dello sviluppo del traffico commerciale sulla Riviera del Corallo, iniziata con l’inaugurazione dell’Idroscalo di Porto Conte nel 1937 e poi proseguita proprio sull’Aeroporto di Fertilia dopo la guerra. Proprio l’hangar S.100 dell’Aeroporto Militare infatti è stata l’infrastruttura usata come primo terminal provvisorio per le operazioni commerciali su Fertilia prima della costruzione di un vero e proprio terminal.
Intitolato negli anni 50 al Colonnello Pilota MOVM Mario Aramu, morto in battaglia nel 1940 in Libia dopo essere decollato proprio dalla pista di Alghero, l’Aeroporto Militare di Alghero ancora oggi svolge un ruolo chiave nelle operazioni dell’Aeronautica Militare,  fornendo supporto ai velivoli in transito della forza armata e a quelli dei paesi alleati. Importantissimo, come ha sottolineato il Colonnello Mariani, è il lavoro del Distaccamento Aeroportuale di Alghero a supporto di velivoli ed equipaggi che usano lo scalo di Fertilia per le operazioni di soccorso sanitario urgente in favore dei cittadini del nord ovest della Sardegna che necessitano di cure mediche specialistiche disponibili in strutture che si trovano nella penisola. Notevole inoltre l’impegno logistico nel supportare le operazioni fuori area della Brigata Sassari.

Il Comandante Bruno Mariani durante il suo discorso.

Quella dell’Aeroporto Militare di Alghero è a tutti gli effetti realtà fortemente legata al territorio e alla sua storia e ne rappresenta un’imprescindibile espressione che se da un lato racconta di fatti, uomini e gesta di tempi ormai passati, dall’altro incarna un’enorme opportunità per il futuro aeronautico, operativo, culturale ed economico per il nord ovest della Sardegna, un futuro che ci si augura possa vedere rafforzato il legame lungo ottant’anni tra Alghero e l’Aeronautica Militare.

 

Articolo e foto di Carlo Dedoni