Nuovo passo avanti nel programma russo-cinese per il velivolo wide body CR929


CRAIC, la joint venture tra United Aircraft Corporation (UAC) e Commercial Aircraft Corporation of China (COMAC), ha ufficialmente annunciato l’inizio della Joint Concept Definition Phase (JCDP) nell’ambito del programma di sviluppo del nuovo velivolo CR929.
Il direttore generale di CRAIC, Guo Bozhi, ha sottolineato che l’inizio formale della JCDP è di grande importanza per promuovere una più approfondita partecipazione dei potenziali fornitori nella definizione del prodotto, nell’ottimizzazione dei sistemi aerei e dei concetti tecnici degli aeromobili.
La fase JCDP consentirà ai team congiunti di Cina e Russia, insieme ai principali potenziali fornitori nella fase JCDP del programma CR929, di eseguire una revisione più approfondita dei requisiti dei principali sistemi di bordo: sistema di propulsione, carrello di atterraggio, sistema di controllo ambientale, avionica e altri.

Un modello del CRAIC CR929 (Foto UAC)

Il capo progettista di CR929 dal lato russo Maxim Litvinov ha spiegato che questa fase dovrà prevedere un’analisi più dettagliata dell’aspetto tecnico per quanto riguarda i pacchetti di lavoro RFP che dovrebbero essere rilasciati entro la fine del 2018. La fase JCDP infatti include lo stage denominato RFP durante il quale il costruttore richiede proposte da potenziali fornitori di sistemi e apparecchiature.
In questa fase JCDP del programma CR929 non sono previste interazioni in relazione al sistema di propulsione; per quanto riguarda questa tipologia di sistemi è stata già inviata a dicembre 2017 una RFP ai potenziali fornitori di sistemi per velivoli wide body di lungo raggio e la risposta a tale richiesta dovrebbe arrivare entro la fine di maggio.
Il completamento delle procedure relative alle RFP nell’ambito del programma aeronautico per il wide body  di lungo raggio russo-cinese è previsto per la fine del 2019.

 

 

 

Redattore: Carlo Dedoni

Fonte della notizia: Ufficio Stampa United Aircraft Corporation

Foto di copertina di Carlo Dedoni