NATO Air Policing: i caccia italiani intercettano un aereo in Montenegro


Nell’ambito delle operazioni NATO di Air Policing, due Eurofighter Typhoon del 36° Stormo dell’Aeronautica Militare si sono alzati in volo questa mattina dalla base aerea di Gioia del Colle (Bari) per intercettare un velivolo della compagnia aerea tedesca TUI Fly in volo sui cieli del Montenegro e diretto ad Hurghada (Egitto) che aveva perso il contatto radio con gli enti addetti al controllo del traffico aereo (ATC).
L’ordine di decollo immediato – in gergo tecnico “scramble” – è stato dato dal CAOC (Combined Air Operation Center) di Torrejon in Spagna, ente NATO responsabile nell’area, in coordinamento con il Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico e gli enti della forza armata deputati alla sorveglianza dello spazio aereo nazionale e NATO.
Il personale “guida caccia” del 22° Gruppo Radar di Licola ha fornito ai piloti dei Typhoon in volo le informazioni necessarie per intercettare il velivolo che stava per interessare lo spazio aereo del Montenegro e dell’Albania, paesi dell’Alleanza Atlantica la cui difesa aerea è quotidianamente assicurata dall’Italia, con gli assetti operativi dell’Aeronautica Militare, e dalla Grecia.
Giunti nell’area interessata, i due caccia intercettori hanno identificato il velivolo civile per la prevista VId (Visual Identification) ed una volta ripristinate le comunicazione radio hanno fatto rientro in base.

Come funziona l’Air Policing ?

L’Air Policing (AP) è una capacità di difesa di cui si è dotata la NATO a partire dalla metà degli anni cinquanta e consiste nell’integrazione in un unico sistema di difesa aerea e missilistico della NATO dei rispettivi e analoghi sistemi nazionali messi a disposizione dai paesi membri. L’attività di Air Policing consiste nella continua sorveglianza e identificazione di tutte le violazioni all’integrità dello spazio aereo NATO alle quali si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle, come ad esempio il decollo rapido di velivoli caccia intercettori.
Il complesso sistema di difesa mediante il quale l’Aeronautica Militare assicura senza soluzione di continuità la sorveglianza dello spazio aereo è integrato, anche in tempo di pace, con quello degli altri paesi appartenenti alla NATO. La catena di allertamento per questo tipo di eventi e per le violazioni dello spazio aereo prevede infatti che l’ordine di intervento immediato dei caccia (lo scramble appunto) venga impartito dal CAOC (Combined Air Operation Center) di Torrejon, l’ente della NATO responsabile del servizio di sorveglianza dello spazio aereo nell’area, il cui interlocutore nazionale è l’Air Operation Center di Poggio Renatico.
L’Aeronautica Militare impiega tre Stormi per il servizio di Difesa Aerea: il 4° Stormo di Grosseto, il 36° Stormo di Gioia del Colle ed il 37° Stormo di Trapani, i quali alimentano a turno, secondo necessità, anche una cellula temporanea presso la base del 51° Stormo di Istrana. Tutti questi reparti utilizzano i caccia Eurofighter Typhoon. Nella catena sono inseriti anche l’11° Gruppo D.A.M.I. (Difesa Aerea Missilistica Integrata) di Poggio Renatico e il 22° Gruppo Radar di Licola, che hanno il compito di guidare gli assetti della Difesa Aerea fornendo le informazioni necessarie per intercettare le potenziali minacce aeree. L’attività di monitoraggio dello spazio aereo è condotta da personale specializzato e addestrato, in possesso della qualifica di Controllore alla sorveglianza o di Controllore di intercettazione.
L’Air Operation Centre nazionale organizza il servizio di difesa aerea ed effettua una costante attività di supervisione sul corretto funzionamento del dispositivo. Qualora si presenti una minaccia non militare allo spazio aereo italiano, l’IT-AOC riprende il comando dei velivoli intercettori affidati alla NATO, per la successiva azione di contrasto. Ciò avviene quando un velivolo civile in transito nello spazio aereo nazionale evidenzi una condotta anomala e, quindi, potenzialmente pericolosa per la sicurezza, oppure qualora necessiti di supporto aereo per problemi tecnici che ne compromettano la sicurezza del volo, come nel caso odierno, dovuto alla perdita di comunicazioni radio.
Nel 2017, con l’ingresso nell’Alleanza Atlantica del Montenegro, lo spazio aereo di quel paese è divenuto parte integrante dello spazio euro-atlantico e, come tale, è stato incluso nel sistema di difesa aerea e missilistico della NATO. Tale sistema comprende anche l’attività di Air Policing, che consiste nella continua sorveglianza aerea volta ad assicurare l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo della NATO. Come altri paesi dell’Alleanza Atlantica (Slovenia, Albania, Repubbliche Baltiche, Islanda) il Montenegro non dispone di una forza aerea in grado di sopperire alla sorveglianza del proprio spazio aereo ed ha quindi chiesto l’intervento della NATO.
L’Italia garantisce il supporto grazie all’impiego di due Typhoon che sono in prontezza operativa delle proprie basi di appartenenza, pronti ad intervenire su “scramble” in caso di necessità.
L’Italia partecipa con continuità all’Interim Air Policing della Slovenia dal 2004, dell’Albania dal 2009 e del Montenegro dal 2018 alternandosi in questo servizio con la Grecia e con l’Ungheria.

 

 

 

Redattore: Carlo Dedoni

Fonte della notizia e foto di copertina: Ufficio di Pubblica Informazione Aeronautica Militare
Approfondimenti: Eurofighter Typhoon