Emergenza COVID-19 prosegue l’impegno dell’Aeronautica Militare a supporto della Protezione Civile

Non si ferma la macchina del soccorso aereo, in questi giorni impegnata con tutte le risorse del paese per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Sono già diverse le missioni di trasporto effettuate dai velivoli dell’Aeronautica Militare sul territorio nazionale e all’estero per trasferire in sicurezza pazienti da un ospedale all’altro, supportando così i centri di cura del nord Italia in questo momento maggiormente interessati dal problema e vicini alla saturazione.
L’ultimo intervento in ordine di tempo  è avvenuto questa mattina con il trasporto a Dresda (Germania) di due pazienti positivi al COVID-19. Il volo è stato operato da un C-130J decollato da Pisa intorno alle ore 8 che, dopo aver imbarcato presso la base aerea di Cervia le speciali barelle per il trasporto in bio-contenimento unitamente ai dottori ed infermieri specializzati del Team di Bio-contenimento dell’Infermeria Principale AM di Pratica di Mare, è giunto all’Aeroporto di Bergamo intorno alle 11. Ad Orio al Serio è avvenuto il trasferimento dei due pazienti, entrambi maschi, all’interno delle barelle ed il loro successivo imbarco a bordo del velivolo militare che è immediatamente ripartito per atterrare a Dresda intorno alle 14:30. Al termine delle operazioni di sbarco dei pazienti, il C-130J è rientrato in Italia, pronto per altre eventuali esigenze.


Presso la base di Cervia, sede del 15° Stormo, è stato creato, per l’occasione, un hub temporaneo dove team di medici ed infermieri della forza armata specializzati in trasporti in alto bio-contenimento sono sempre pronti al decollo sia con gli elicotteri HH-101 dello stesso 15° Stormo, sia con i velivoli C-130J di Pisa, in grado di imbarcare due barelle contemporaneamente e di effettuare trasporti su tratte più lunghe. Si tratta di assetti configurati per questa esigenza come delle vere e proprie “ambulanze volanti”, in grado di trasportare pazienti in modalità di bio-contenimento attraverso speciali barelle isolate A.T.I. (Aircraft Transit Isolator), nonché assistere i pazienti con apparati di respirazione durante il volo. Gli equipaggi sono in stato di allerta operativa, 24 ore su 24, pronti a partire in tempi strettissimi. Le attività vengono coordinate dal Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico (Ferrara), centro nevralgico della forza armata che attraverso il proprio Air Operation Center è deputato a ricevere e valutare le richieste che di volta in volta possono arrivare da ospedali, prefetture o, in questo caso in modo accentrato dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) della Protezione Civile, traducendo le stesse in ordini di missione per i reparti di volo designati.
Tali interventi si inquadrano nel più ampio quadro delle attività di supporto che le forze armate stanno assicurando per l’emergenza COVID-19, come disposto dal Ministro della Difesa. Fin dalle prime fasi, l’Aeronautica Militare ha fornito un significativo contributo al dispositivo messo in campo dal Ministero della Difesa a supporto del Ministero degli Affari Esteri, della Salute e della Protezione Civile: dalle missioni per il rientro di cittadini italiani e stranieri dalla Cina e dal Giappone, effettuate con velivoli KC-767A del 14º Stormo di Pratica di Mare nel mese di febbraio, alle numerose missioni di trasporto sanitario di urgenza in bio-contenimento – sono finora tredici le missioni di questo tipo effettuate – nonché il supporto, sia con missioni di trasporto sia con personale specializzato e mezzi del 3° Stormo di Villafranca per il trasporto in Italia di ventilatori respiratori ed altro materiale sanitario reperito presso altri Paesi e per l’allestimento di strutture sanitarie campali come ad esempio l’ospedale predisposto a Cremona grazie al supporto dell’organizzazione americana Samaritan’s Purse.

 

 

 

Redattore: Elisabetta Puggioni

Fonte della notizia e foto: Ufficio di Pubblica Informazione Aeronautica Militare