La IATA aggiorna le previsioni sulla ripresa: il traffico tornerà ai livelli pre-COVID solo nel 2024

La IATAInternational Air Transport Association ha rilasciato nuove previsioni sull’andamento del traffico passeggeri che mostrano come il recupero dei viaggi aerei sarà più lento di quanto stimato. In base ai dati diffusi da IATA il traffico passeggeri in termini di RPK (Revenue Passenger Kilometres) non tornerà ai livelli pre-COVID19 prima del 2024, un anno dopo rispetto a quanto stimato inizialmente. I dati IATA inoltre confermano che la ripresa sarà più rapida nel settore del corto raggio. Come conseguenza di questo i numeri relativi ai passeggeri trasportati saliranno più rapidamente rispetto al traffico calcolato in RPK che, lo ricordiamo, indica il numero di passeggeri paganti trasportati moltiplicato per il numero di chilometri volati.  Le previsioni per il 2020 vedono un calo del numero di passeggeri trasportati pari al 55%.
Il traffico passeggeri dello scorso mese di giugno ha prefigurato un recupero più lento del previsto: il traffico infatti è calato dell’86,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un modesto miglioramento rispetto al calo del 91% registrato a maggio. La crescita di mese in mese continua ad essere trainata dalla domanda sui mercati nazionali, in particolare quello cinese.
La IATA ha identificato dei fattori recenti che giustificano il peggioramento delle sue previsioni sul recupero. Il primo di questi è il lento contenimento del virus negli USA e nei paesi in via di sviluppo. Sebbene i paesi più avanzati, al netto degli Stati Uniti, sono riusciti i larga parte ad arginare l’epidemia, vi sono ancora dei focolai che interessano queste economie. Inoltre, il contenimento del virus procede a rilento in molte importanti economie emergenti che, in combinazione con gli Stati Uniti, rappresentano circa il 40% dei mercati globali dei viaggi aerei.
“La loro continua chiusura, in particolare per i viaggi internazionali, è un freno significativo per la ripresa.” Sottolinea la IATA
Un secondo fattore chiave è la contrazione dei viaggi aziendali causata dalla forte riduzioni dei budget per questa tipologia di viaggi in quanto, nonostante i decisi miglioramenti dell’economia, le aziende sono ancora sotto forte pressione finanziaria. Inoltre, mentre storicamente la crescita del PIL e i viaggi aerei sono sempre stati strettamente correlati, i sondaggi più recenti suggeriscono che questo collegamento si è indebolito, in particolare per quanto riguarda i viaggi d’affari, poiché le videoconferenze sembrano aver fatto passi da gigante in sostituzione delle riunioni di persona.
Il terzo fattore è la debolezza della fiducia dei consumatori: se da un lato esiste una domanda repressa per i viaggi VFR (visite ad amici e parenti) e viaggi di piacere, da un altro lato la fiducia dei consumatori risente delle preoccupazioni sulla sicurezza economica e lavorativa, nonché del timore di correre rischi per la propria salute. Un sondaggio svolto da IATA a giugno rivela che il 55% degli intervistati non prevede di viaggiare nel 2020.
Sulla base di questi fattori, la IATA ha rivisto al ribasso le proprie previsioni sul traffico che dunque prevedono un calo del 55% rispetto al 2019. Le stesse previsioni stimano che nel 2021 il numero di passeggeri salirà del 62% rispetto al 2020, ma sarà ancora in calo del 30% circa rispetto ai livelli del 2019. Sulla base di queste valutazioni la IATA ritiene che il recupero completo ai livelli del 2019 non avverrà prima del 2023, un anno dopo rispetto alle previsioni precedenti.
Nel frattempo, dato che i mercati nazionali si stanno aprendo prima dei mercati internazionali e poiché i passeggeri sembrano preferire i viaggi a corto raggio, gli RPK si riprenderanno più lentamente, con il traffico passeggeri che dovrebbe tornare ai livelli del 2019 nel 2024, un anno dopo rispetto alle previsioni precedenti.
I progressi scientifici nella lotta contro COVID-19, incluso lo sviluppo di un vaccino di successo, potrebbero consentire un recupero più rapido. Tuttavia, al momento sembrano esserci più rischi al ribasso che al rialzo rispetto alle previsioni di base.
Secondo Alexandre de Juniac, direttore generale e CEO della IATA, la ripresa del traffico è stata molto debole, soprattutto a causa della chiusura dei mercati internazionali e delle troppe incertezze che minano la fiducia dei consumatori. Il CEO della IATA ha quindi sottolineato come questa situazione richieda che le misure di aiuto agli operatori del settore non vengano meno.
“Ad esempio la rinuncia totale alla regola 80-20 use-it-or-lose sugli slot per la stagione invernale boreale fornirebbe un sollievo critico alle compagnie aeree nelle pianificazioni dei programmi di volo in un contesto di domanda imprevedibile.” Ha commentato de Juniac. “Le compagnie stanno pianificando i loro schedulati. Esse hanno necessità di concentrarsi attentamente sulla soddisfazione della domanda e non seguire regole sugli slot che non sono mai state pensate per far fronte alle forti fluttuazioni derivanti da una crisi. Prima conosciamo le regole degli slot meglio è, ma stiamo ancora aspettando che i governi dei mercati chiave confermino tale rinuncia.”

 

 

 

Redattore: Carlo Dedoni

Fonte della notizia: Ufficio Stampa IATA

Foto di copertina di Carlo Dedoni