Ryanair considera protetto il risultato dell’esercizio fiscale 2027 dalla volatilità del prezzo del petrolio, ma rinvia le previsioni sull’utile netto annuale. Nella comunicazione che accompagna i risultati trimestrali, l’amministratore delegato Michael O’Leary ha indicato che il gruppo ha già coperto l’80 per cento del fabbisogno di carburante fino a marzo 2027, a un prezzo di circa 67 dollari al barile.
La copertura riguarda la parte prevalente dei consumi previsti per l’esercizio in corso, ma resta esposto il restante 20 per cento del fabbisogno. Per questo Ryanair non ha ancora fornito una stima attendibile dell’utile netto complessivo dell’esercizio fiscale 2027. La società ha inoltre segnalato che il quarto trimestre, come avviene normalmente in questo periodo dell’anno, offre una visibilità limitata sull’andamento finale dei conti.
«Come di consueto in questo periodo dell’anno, non abbiamo alcuna visibilità».
Tra i fattori di rischio elencati da O’Leary figurano l’andamento dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, il costo del carburante ancora non coperto, eventuali shock macroeconomici e i disservizi del controllo del traffico aereo europeo. L’eventuale aumento della spesa per il carburante rappresenta quindi uno degli elementi che il gruppo continuerà a monitorare nel prosieguo dell’esercizio.
Il programma di riacquisto delle azioni
Ryanair ha comunicato anche l’intenzione di avviare a febbraio un programma di riacquisto di azioni proprie per un valore di 800 milioni. L’operazione è stata indicata nella nota che accompagna i risultati del trimestre e si aggiunge alle informazioni sulla gestione del rischio legato al carburante.
Il quadro comunicato dalla compagnia comprende dunque tre elementi principali:
- copertura dell’80 per cento del carburante fino a marzo 2027;
- prezzo fissato per la parte coperta a circa 67 dollari al barile;
- riacquisto di azioni proprie previsto a febbraio per 800 milioni.
La compagnia irlandese mantiene così una posizione prudente sulle prospettive dell’intero esercizio: la copertura già sottoscritta riduce l’esposizione alla volatilità del petrolio, mentre il risultato definitivo dipenderà anche dalla quota di carburante non coperta, dall’evoluzione dei rischi macroeconomici e dalla regolarità del controllo del traffico aereo europeo.