Thales Alenia Space Italia sta adattando attività e capacità produttive all'evoluzione della space economy, con programmi che comprendono satelliti per l'osservazione della Terra, la navigazione, le telecomunicazioni e l'esplorazione spaziale. Lo ha spiegato Giampiero Di Paolo, amministratore delegato della società italiana, in un'intervista pubblicata da Fortune Italia lunedì 2 novembre 2026.
Thales Alenia Space è una joint venture tra Thales e Leonardo. Nell'attuale portafoglio indicato da Di Paolo rientrano il programma europeo Copernicus, i satelliti italiani COSMO-SkyMed e Iride, quest'ultimo sostenuto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e guidato dall'Agenzia spaziale europea in collaborazione con l'Agenzia spaziale italiana.
Dall'osservazione alla navigazione satellitare
Un altro asse di attività riguarda Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare. Thales Alenia Space Italia sta sviluppando i primi sei satelliti di seconda generazione del programma. Nel settore delle telecomunicazioni, l'azienda è impegnata nello sviluppo degli assetti Sicral 3 e negli studi architetturali per la componente europea dedicata alle comunicazioni quantistiche e alle telecomunicazioni sicure.
- Osservazione della Terra: Copernicus, COSMO-SkyMed e Iride.
- Navigazione: i primi sei satelliti di seconda generazione di Galileo.
- Telecomunicazioni: Sicral 3, comunicazioni quantistiche e sistemi sicuri europei.
- Esplorazione: attività dall'orbita bassa terrestre alla Luna e oltre, fino a Marte.
La Space Smart Factory di Roma
Per sostenere missioni caratterizzate da un numero crescente di satelliti e da una maggiore diversificazione delle configurazioni, Thales Alenia Space ha realizzato a Roma la Space Smart Factory. L'impianto è stato concepito dall'azienda come una struttura produttiva altamente tecnologica, digitale e riconfigurabile, destinata a rispondere più rapidamente alle esigenze del settore.
La scelta industriale nasce, secondo quanto illustrato dall'amministratore delegato, dalla trasformazione delle missioni spaziali: non soltanto programmi complessi e di lunga durata, ma anche necessità di produrre volumi più elevati di satelliti differenti tra loro. La fabbrica romana si inserisce così nel percorso di innovazione del modello produttivo avviato dalla società italiana.
Il perimetro delle attività descritto da Di Paolo comprende infine l'esplorazione spaziale, con applicazioni e programmi che si estendono dall'orbita bassa terrestre alla Luna e, oltre questa, a Marte. L'insieme dei programmi citati collega quindi la presenza industriale italiana sia alle infrastrutture satellitari utilizzate sulla Terra sia alle missioni spaziali di esplorazione.